CA' APOLLONIO

CA

 © Studio Massimo Vallotto Architetto


Come nasce il progetto Ca’ Apollonio?

Il progetto Ca’ Apollonio è nato nel 2015 da un obiettivo ambizioso: i nuovi proprietari della storica dimora, Casa Apollonio a Romano d’Ezzelino, la stanno trasformando in una struttura ricettiva di alta gamma, intimamente legata alle origini funzionali dell’edificio e al territorio di appartenenza. Alla base dell’operazione c’è tuttavia un’idea semplice e al contempo affascinante, ovvero quella di offrire ai futuri ospiti un’esperienza di vita in un contesto agricolo che recupera saperi antichi ma impiega anche tecnologie all’avanguardia, per produrre ortofrutta, olive, cereali e uve guardando alla permacultura nel pieno rispetto dell’ambiente e delle persone.
Di origine cinquecentesca, la villa storica ha ispirato il progetto di ristrutturazione e restauro, che intende richiamare le severe ed essenziali linee esterne di una residenza nata per la conduzione agricola dei fondi coniugandole con atmosfere e ambientazioni di fascino contemporaneo.

Ca’ Apollonio Heritage, Hotel SPA & Nature
Questo il nome scelto dai promotori dell’iniziativa, si configurerà quindi come un Boutique Hotel dotato di undici camere, suddivise tra superior e suites, oltre ad un ristorante, un bistrot, uno spazio conferenze ed altro ancora. Eleganti ambienti che si apriranno sulla campagna coltivata nella quale si snoderanno percorsi ad anello che permetteranno il contatto diretto degli ospiti con la natura in totale sicurezza essendo la proprietà completamente recintata. 

Per la coltivazione dei campi, è stata creata la Ca’ Apollonio Azienda Agricola s.s.
L’esigenza di avere il completo controllo della filiera di produzione, ha tuttavia convinto successivamente gli imprenditori ad affrontare un ulteriore investimento. In continuità con i terreni di Ca’ Apollonio, verso est, era da tempo in vendita un complesso immobiliare molto simile a Ca’ Apollonio, denominato Ca’ da Roman. Terreni agricoli di discrete dimensioni con all’interno un complesso di edifici originariamente funzionali alla conduzione dei fondi ed oggi in disuso, hanno permesso di programmare una coltivazione vitivinicola completa con previsione di trasformazione e vendita dei prodotti direttamente in loco. L’originario progetto “Ca’ Apollonio” si è pertanto allargato, includendo gli edifici “Ca’ da Roman”, destinati ad ospitare un agriturismo di qualità con nove camere, suddivise in superior e suites, che integreranno l’offerta ricettiva di Ca’ Apollonio, differenziandola per target e personalità. Le strutture secondarie di Ca’ da Roman, che erano prettamente agricole, verranno trasformate nella “Cantina Vitivinicola Ca’ da Roman”, concepita e strutturata per la lavorazione e vendita dei prodotti della vendemmia.
Questo ampliamento d’orizzonte, con il conseguente aumento del terreno agricolo a disposizione, che ha così raggiunto l’estensione di sedici ettari, ha portato a ridefinire gli obiettivi anche dal punto di vista prettamente agricolo produttivo: la coltivazione in un’area fortemente antropizzata dei vigneti, ha fatto nascere l’esigenza di rendere originale e altamente sostenibile la produzione stessa. Si è scelto quindi di allevare esclusivamente vitigni resistenti denominati “PIWI”, acronimo della parola tedesca PilzWiderstandsfähige, che significa resistenti alle malattie fungine.

Vitigni resistenti come filosofia aziendale?
L’aumento delle temperature di questi ultimi decenni conferma sempre di più che i cambiamenti climatici sono uno dei principali problemi dei tempi che viviamo e che condizionerà inesorabilmente le attività dell’uomo e lo stato di salute del nostro pianeta. L’agricoltura e la coltura della vite in particolare non ne sono esenti: queste condizioni meteo estreme influenzano la salute della vite e molti produttori per proteggerla, soprattutto dalle due malattie più comuni come la peronospora e l’oidio, fanno spesso un uso massiccio di prodotti fitosanitari con inevitabili ricadute negative sulla popolazione e l’ambiente circostante.
Secondo i più attenti e responsabili ricercatori, la soluzione più sana per rimediare a queste pratiche è quella di inserire, nei propri vigneti, alcune nuove varietà, derivate da incroci, resistenti alle crittogame, le malattie fungine, eliminando così erbicidi e pesticidi originati da chimica di sintesi. Visto che i vigneti del progetto Ca’ Apollonio sono parte integrante di un’accoglienza di tipo esperienziale, l’adozione di vitigni resistenti PIWI è stata una logica e, è il caso di dirlo, naturale conseguenza. Il progetto dell’hotel e della SPA-Wellness integrata, è vocato alla massima sostenibilità ambientale, con adesione (primo nel Veneto) ai rigidi protocolli CasaClima R e CasaClima Hotel, per cui anche l’area agricola circostante deve essere coerentemente salubre. Nei terreni della Società Agricola Ca’ Apollonio tutti i vitigni impiantati sono di tipo PIWI. E’ una scelta etica che può aprire un fiume di opportunità per tutti e che candida la Cantina Vitivinicola Ca’ da Roman, al momento, a diventare la più grande cantina d’Europa a sola produzione di vini da uve PIWI.
Uno degli aspetti principali per accrescere l’attrattività dei territori è oggi proprio legato alla sostenibilità ambientale. In luoghi fortemente antropizzati come il nostro, i paesaggi agricoli rivestono un ruolo fondamentale per quello che offrono in termini di accoglienza, oltre che, naturalmente, per la genuinità dei propri prodotti. Ad riprova di quali siano le linee guida dell’intero progetto un ulteriore elemento, che si ispira ad uno dei princìpi della permacultura, caratterizzerà le coltivazioni: la presenza di animali da bassa corte tra i filari delle viti, liberi di muoversi tenendo pulito il terreno da erbacce e insetti, contribuendo inoltre ad una concimazione naturale.

Quali sono le varietà inserite nel vigneto?
Anche per mantenere una certa biodiversità, le barbatelle piantate sono differenziate.
Le varietà PIWI nel vigneto sono Souvigner Gris, Johanniter, Bronner, Regent e Cabernet Eidos; nomi che stanno pian piano entrando nel lessico comune di chi si occupa oggi di viticoltura, ma che hanno la loro origine attorno alla metà del 1800, quando in seguito ad una forte epidemia di peronospora, arrivata dall’America e che aveva decimato le coltivazioni vitivinicole del vecchio continente, furono attuati una serie di incroci naturali di vitigni resistenti alle crittogame, selezionati in anni di lavoro da parte di coltivatori particolarmente attenti.
Già molto apprezzati in nord Europa, i vitigni resistenti hanno trovato da trent’anni a questa parte diffusione anche in Italia, grazie a dei coltivatori pionieri soprattutto altoatesini che si sono convertiti per primi a questo tipo di coltivazione. Di recente hanno trovato numerosi estimatori anche nel nostro Nord-Est e sempre più spesso sono protagonisti di convegni, dibattiti, degustazioni e fiere.
Il lungo lavoro di selezione ed incrocio sta dando frutti notevoli, con vini che si stanno ponendo all’attenzione anche del palato degli esperti più esigenti. Anche il mercato inizia a rispondere in modo positivo e promettente a questa proposta. Durante l’ultima edizione del Merano WineFestival, per esempio, una affollatissima Masterclass era dedicata ai soli vini derivati da vitigni resistenti.

Si tratta di un progetto green, sostenibile, bio?
Green, sostenibile, bio, sono concetti che fanno tutti riferimento ad una ormai diffusa coscienza ambientale. Spesso tali concetti vengono utilizzati con la sola funzione di marketing, per comunicare che nella produzione di un bene si è fatta attenzione all’ambiente. Tuttavia tali azioni devono concretizzarsi nell’adesione a protocolli elaborati per definirne la reale e dimostrabile bio-ecologicità.
Nel progetto Ca’ Apollonio, oltre ai già citati protocolli CasaClima R e CasaClima Hotel relativi agli edifici del complesso ricettivo, l’Azienda Agricola sta affrontando la certificazione biologica.
L’esclusiva adozione di vitigni PIWI, permette di ridurre in maniera drastica i trattamenti fitosanitari in vigneto e il relativo utilizzo d’acqua, oltre al maggior rispetto del terreno per il minor passaggio di mezzi meccanici e il conseguente abbattimento della produzione di CO2 dei motori. Per spingere ulteriormente la visione green che ispira il progetto, appena l’altezza delle viti lo consentiranno, verranno utilizzati animali di bassa corte, in particolare oche, lasciate libere tra i filari per concimazione ed eliminazione dei parassiti con metodo del tutto naturale. Queste buone pratiche permetteranno di proiettare il progetto Ca’ Apollonio “oltre il biologico” fino a poter essere definito “iperbiologico”.

Come sarà la cantina Ca’ da Roman?
La straordinaria evoluzione che ha accompagnato il concetto di cantina negli ultimi decenni, ha ovviamente orientato il progetto della Cantina Vitivinicola Ca’ da Roman. Recentemente quello che era principalmente il luogo di produzione e stoccaggio del vino ha assunto significati ben più ampi, pur rimanendo solidamente legato al territorio di appartenenza: la cantina è ormai un riconosciuto evento architettonico, capace di connotare un territorio diventandone landmark e alimentando quel prodotto turistico che viene unanimemente riconosciuto come enoarchitettura. Forme scultoree, semplici, con richiami a modelli archetipici, che utilizzano materiali locali, connotano un ambiente produttivo altamente tecnologico in luogo di accoglienza dal quale iniziare a conoscere e apprezzare il territorio. L’enoturista ha ormai individuato la cantina come luogo di incontro, in cui trascorrere del tempo libero, facendone anche un utile momento di approfondimento sul mondo del vino, sulle produzioni e sulle eccellenze gastronomiche che la zona sa esprimere. La Cantina Ca’ da Roman vuole rispondere a questa domanda ormai consolidata, proponendo spazi degustazione e meeting per eventi culturali, formativi o ludici, oltre a quelli classici dedicati alla presentazione e vendita dei propri prodotti.
Anche l’area produttiva e di stoccaggio è configurata per permettere visite guidate: un concetto di trasparenza nella produzione e comunicazione dei propri prodotti che connota l’intero progetto Ca’ Apollonio che seguirà, ancora una volta, il protocollo sostenibile dell’Agenzia CasaClima Wine, dove oltre all’efficienza energetica dell’edificio e degli impianti, particolare attenzione viene posta nella formazione del personale, nel ciclo di trattamento degli scarti da lavorazioni, nella riciclabilità del packaging, ed altro ancora.
Il tutto sarà posto sotto l’egida del marchio d’area_Territori del Brenta. Un progetto di marketing territoriale intrapreso alcuni anni fa da diciannove comuni del bassanese, tra cui Romano d’Ezzelino, che si stanno organizzando per avviare un unico centro marketing vocato ad accrescere l’attrattività turistica per accrescere le presenze e generare nuova economia e posti di lavoro rivolti soprattutto ai giovani. Il territorio disponeva infatti di un ricco “paniere di prodotti” da poter offrire, ma non di un’adeguata comunicazione per farlo in modo tale da destare l’interesse dei buyer nazionali e internazionali. I prodotti spaziano dalla cultura all’architettura (basti citare Palladio, Canova, i Da Ponte), dal paesaggio di pianura a quello collinare e montano, dal rafting sulla Brenta al volo libero sul Monte Grappa, bike, trekking, ciaspole, enogastronomia con una vasta gamma di prodotti De.Co. come asparagi, ciliegie, olio d’oliva, Operaestate, Partita a Scacchi viventi, Palio delle Zattere, Angoli Rustici, rievocazioni Ezzeliniane, e tanto altro ancora. In questo vivace contesto l’enoturismo, anche grazie alla recente legge che lo regolerà ulteriormente, assumerà un ruolo sempre più importante e il complesso Ca’ Apollonio_Ca’ da Roman, vuole farsi trovare preparato!

Filiera corta solidale PEFC VAIA
La realizzazione dell’area wellness dell’hotel “Ca’ Apollonio Heritage SPA & Nature” a Romano d’Ezzelino (VI) sarà effettuata con 180 metri cubi di legno di abete rosso certificato PEFC proveniente da schianti della tempesta Vaia dell’ottobre 2018 nel comune di Rotzo sull’Altopiano dei 7 Comuni, il tutto improntato secondo avanzati princìpi di sostenibilità ambientale grazie alla visione dell’imprenditrice Maria Pia Viaro Vallotto e all’esperienza progettuale dell’Architetto Massimo Vallotto, da sempre impegnato in progetti edili e urbanistici Green.

LINK:
Studio Massimo Vallotto Architetto
PEFC VAIA



PEFC VAIA