Studio di armonie cromatiche e moodboard per l'interior design. Dal colore al progetto, secondo la regola 60·30·10.
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Dalla “Haishoku Soukan” (1933–34) dell'artista giapponese Wada Sanzo, ripubblicata come A Dictionary of Color Combinations: 348 combinazioni di 2, 3 o 4 colori tra 159 tinte storiche. Scegline una e portala nella moodboard.
Nato nella prefettura di Hyōgo, Wada Sanzō si trasferì con la famiglia a Fukuoka a tredici anni e a Tokyo a sedici, con l'idea di fare il pittore. Qui studiò con Kuroda Seiki, in forma privata e alla Scuola d'Arte di Tokyo, ed espose con il gruppo Hakubakai. Nel 1909 il Ministero dell'Istruzione lo mandò a perfezionarsi in Francia: rimase in Europa fino al 1914 e, prima del rientro in Giappone nel 1915, trascorse un anno in India e in Birmania (oggi Myanmar), a studiare le arti di quei Paesi.
Docente dell'Istituto Imperiale d'Arte, nel 1927 fondò l'Associazione Giapponese dei Colori Standard; dal 1932 al 1944 fu professore al Dipartimento di Design della Scuola d'Arte di Tokyo. Fu tra i primi a ordinare il colore in modo sistematico: nel 1934 pubblicò Haishoku Sōkan (配色総鑑, “Schemi di colore”), una collana in undici volumi in cofanetto, la prima analisi approfondita, prodotta in serie, degli accostamenti cromatici. Ne nacquero le basi degli studi moderni sul colore in Giappone.
Ogni cofanetto conteneva un secondo astuccio rilegato con 30 cartoncini formato cartolina. Su ciascuno, quadrati di colore stampati con estrema precisione e fustellati erano incollati sopra una descrizione in tipografia, bilingue (inglese, kanji e hiragana), della coppia, della terna o della quaterna di tinte: un capolavoro di stampa e, insieme, di attenzione all'effetto del colore. È proprio questo il materiale da cui nasce il dizionario che trovi qui sotto.
Nel 1945 trasformò l'Associazione nel Laboratorio Giapponese di Ricerca sul Colore, di cui fu presidente. Fu anche un progettista premiato: il suo manifesto per le Olimpiadi di Tokyo del 1940, poi mai disputate, prevalse sui concorrenti a fine anni Trenta, e per i costumi del film La porta dell'inferno (地獄門, Jigokumon) vinse l'Oscar alla 27ª edizione degli Academy Awards. Instancabile, lavorò anche come pittore, incisore, illustratore e autore di cartoline. Nel 1952 uscì il suo libro La storia del colore (色彩の話), ristampato nel 1957.
Dati: sanzo-wada.dmbk.io · dictionary-of-colour-combinations (licenza MIT). Colori riprodotti dal libro di Wada Sanzo, edito da Seigensha: i valori su schermo sono approssimativi.